Proprio in questi giorni, osservando le reazioni dei bambini al conflitto tra Russia e Ucraina, c’è una domanda che si fa sempre più pressante: come spiegare la guerra ai bambini, magari ancora piccoli per comprendere la situazione ma abbastanza grandi per avere paura?

L’articolo che segue è dedicato a questo processo delicato e importante nel tempo che stiamo vivendo.

“Che succede?”: guerra e reazioni infantili

Un discorso tra adulti preoccupati, un aggiornamento alla radio o una scena particolarmente cruenta al telegiornale: i contenuti che possono turbare la serenità dei bambini in tempo di guerra sono numerosi e arrivano da più canali, dalla comunicazione istituzionale ai discorsi dei grandi. Questi eventi possono attivare varie manifestazioni di disagio che spaziano dalla difficoltà ad addormentarsi ai risvegli notturni, arrivando a stati di irrequietezza o forte irritabilità.

In queste situazioni, il compito dell’adulto è quello di offrire spiegazioni a misura di bambino e fornire ai più piccoli gli strumenti necessari per gestire questa esperienza.

Guerra: parlarne o no?

Per un genitore, in questo momento, la tentazione potrebbe essere quella di “mettere la testa sotto la sabbia” e isolare i propri figli dalle notizie che potrebbero turbarli. Se però l’idea della guerra si è già fatta strada nella mente del bambino, la scelta di non parlarne potrebbe creare un tabù difficile da scardinare la cui conseguenza principale sarebbe delegare alla TV il compito di spiegare ai bambini cos’è la guerra, una possibilità da evitare.

La soluzione migliore, quindi, è parlare di ciò che accade nel mondo misurando con attenzione e delicatezza le informazioni da condividere con il bambino in base alla sua età e al suo livello di sviluppo.

Spiegare la guerra ai bambini: consigli e strategie

Per presentare la situazione ai bambini nel modo più chiaro e adeguato al loro stadio di sviluppo psicologico, ecco alcune indicazioni:

1. Rispondere alle domande

Per dosare le informazioni al meglio e rispondere alle incertezze del bambino senza sovraccaricarlo, è fondamentale basarsi sulle sue domande: la cosa migliore è rispondere nel modo più semplice e calmo possibile, senza aggiungere connessioni o informazioni non richieste. In assenza di timori specifici, dire a un bambino una frase come “Non preoccuparti: papà non andrà in guerra” aggiungerebbe una preoccupazione nella mente del piccolo.

2. Limitare l’esposizione ai media

Per un bambino piccolo, tra i 0-6 anni circa, vedere un’immagine cruenta e drammatica come la distruzione di una casa può essere fonte di grandissimo stress, per questa ragione è sconsigliabile esporlo a questi contenuti visivi.

Nei casi in cui il bambino è abbastanza grande da poter seguire un telegiornale con i genitori, è importante che la visione sia accompagnata da un commento adatto alla sua età per contestualizzare e chiarire il significato delle immagini.

3. Mostrare le emozioni

I bambini sono capaci di sintonizzarsi sulle emozioni degli adulti e cogliere i loro reali stati d’animo anche quando i grandi tentano di dissimularli. Un genitore inspiegabilmente triste, ansioso o spaventato metterà il bambino in allarme minando il suo senso di sicurezza: ecco perché è importante parlare apertamente delle emozioni, spiegare che queste non sono solo positive o negative e mostrare che vanno vissute.

4. Dire la verità

“Se me lo nascondono, è una cosa grave”: davanti alla percezione di menzogne o di comportamenti evasivi, il bambino cercherà di spiegarsi il non detto attraverso delle valutazioni che aumenteranno le ansie e le paure, insieme alla percezione di pericolo.

“Se non mi dicono nulla è perché non si fidano di me”: in presenza di messaggi svalutanti, il bambino si sente ferito perchè ha già intuito molto di quello che accade. Dare le giuste informazioni consente di diminuire l’angoscia e aumentare il livello di considerazione di sé.

5. Raccontare la pace

Nel raccontare una situazione di guerra è importante dare attenzione ai modelli positivi che emergono in tempi difficili: per esempio, è possibile raccontare ai bambini che ci sono persone disposte ad aiutare oppure ricordare le storie di personaggi costruttori di pace.

Spiegare la guerra ai bambini con trasparenza e coraggio è una sfida complessa: provare ad affrontarla al meglio, però, può favorire la crescita di adulti di domani più consapevoli e può nutrire la speranza di pace.

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