I disturbi alimentari sono patologie complesse che portano la persona ad avere un rapporto problematico con cibo, peso e immagine corporea. Spesso tali aspetti rappresentano la questione più visibile della difficoltà. Quindi è necessario sapere che la cura di questi comportamenti coinvolge una squadra di professionisti, team multiprofessionali e interdisciplinari.

All’anoressia, alla bulimia e agli altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è dedicata la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, il 15 marzo. Giornata dedicata alla sensibilizzazione, informazione, ascolto, riflessione e di richiesta di maggiore attenzione e possibilità di cure specifiche ed efficaci.

Gli obiettivi della giornata sono:

  • difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un DA, combattendo informazioni distorte e/o pregiudizi;
  • sensibilizzare l’opinione pubblica, facendo conoscere la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre;
  • scoraggiare il distacco ed il disinteresse da parte di chi non è direttamente coinvolto dalla malattia;
  • accrescere la consapevolezza a livello individuale, collettivo ed istituzionale del carattere di epidemia sociale che i DA stanno assumendo a livello nazionale e mondiale;
  • creare una rete di solidarietà verso chi è colpito da disturbi alimentari, personalmente o in famiglia, per combatterne il disagio relazionale e il senso di abbandono e sconfiggere l’omertà che accompagna questi disturbi.

In Italia sono 3 milioni i giovani che soffrono di DA, un fenomeno spesso sottovalutato sia da chi ne soffre che dai famigliari. Solo una piccola percentuale di persone che soffrono chiede aiuto.

Per l’occasione, ho deciso di dedicare un articolo che descrive come ci si può sentire, quali possono essere i sintomi e quanto è importante chiedere aiuto. Scopriamolo insieme.

I Disturbi Alimentari

Solitamente, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione si manifestano tra i 15 e i 19 anni, ma alcune osservazioni cliniche recenti segnalano che l’età di esordio si abbassa sempre di più, interessando anche i bambini. Riguardano soprattutto le donne, ma crescono i casi tra gli uomini.

Lo stato di salute fisica è quasi sempre compromesso a causa delle alterate condotte alimentari (come per esempio: restrizione alimentare, eccessivo consumo di cibo con perdita di controllo, condotte di eliminazione e/o compensatorie). Tra le alterazioni dello stato di salute fisica ci possono essere amenorrea, caduta di capelli, aumento di peluria, rallentamento della frequenza cardiaca (brachicardia), anemia, riduzione pressione arteriosa, ritardo e/o compromissione della crescita, ect.

Quali possono essere le cause?

Le cause di questi disturbi sono complesse. È più corretto considerarli come il risultato di fattori genetici, biologici e psicologici. I fattori di rischio che accrescono la probabilità di sviluppare un disturbo dell’alimentazione sono:

  • storia familiare in cui sono presenti persone con disturbi dell’alimentazione, depressione o abuso di sostanze;
  • critiche ricorrenti sulle proprie abitudini alimentari, l’aspetto fisico e il peso corporeo;
  • eccessiva attenzione a mantenersi magri, soprattutto se combinata con una necessità lavorativa, come accade per esempio per ballerini, modelle e atleti di alcune discipline;
  • pressione sociale attribuita ai modelli presenti nella società che mostrano come desiderabili figure eccessivamente magre e spingono, soprattutto i giovani, a cercare di somigliargli;
  • tratti di personalità ossessiva, disturbi d’ansia, bassa autostima, tendenza al perfezionismo;
  • esperienze particolari, come abusi fisici e psicologici o la morte di una persona cara;
  • relazioni difficili con familiari, colleghi o amici;
  • situazioni particolarmente stressanti al lavoro, a scuola o all’università.

Come riconoscere i sintomi

Può essere difficile individuare i primi sintomi e frequentemente chi ne soffre tende a nascondere i comportamenti della malattia o non riconosce la disfunzionalità di questi comportamenti alterati. Il basso peso, come spesso erroneamente si pensa, non è un marcatore unico e specifico, in quanto anche condizioni di normopeso e sovrappeso possono essere associate alla presenza di DA.

I principali sintomi sono:

  • restrizione alimentare come: mettersi a dieta, eliminare determinati cibi e gruppi alimentari, saltare i pasti, mangiare cibi molto ricchi di fibre, calcolare le calorie degli alimenti, bere grandi quantità di liquidi e bibite dietetiche, modificare lo stile alimentare passando a diete vegane o vegetariane ecc…;
  • eccessivo esercizio fisico allo scopo di perdere peso;
  • episodi di abbuffata, cioè l’assunzione di grandi quantità di cibo associata alla sensazione di perdita di controllo nei confronti dell’alimentazione. Questi episodi vengono vissuti per lo più in solitudine, mangiando di nascosto e con un forte senso di colpa e di fallimento. Spesso si verificano dopo periodi più o meno lunghi di restrizione alimentare o in risposta a stati di sofferenza emotiva;
  • vomito autoindotto per eliminare il cibo assunto nelle abbuffate o per eliminare pasti normali che vengono soggettivamente considerati eccessivi;
  • preoccupazione per l’immagine corporea che si esprime perlopiù come desiderio di magrezza e controllo frequente del peso e della forma del corpo;
  • depressione dell’umore, tristezza, rabbia, isolamento sociale, ossessioni, stati ansiosi e altri disturbi emotivi e psicologici che possono accompagnare i sintomi sopradescritti e spesso sono accentuati dallo stato di malnutrizione.

Quali sono i principali Disturbi Alimentari?

Per l’approfondimento e la descrizione degli specifici disturbi, puoi consultare la sezione Disturbi alimentari del mio sito.

CHIEDERE AIUTO

Le linee guida dell’American Psychiatric Association (APA, 2012) indicano che il trattamento di tali disturbi ha dei passaggi ben precisi: diagnosticare e trattare le complicanze mediche, favorire la motivazione e la collaborazione al trattamento, affrontare gli aspetti sintomatologici, differenziare ed intervenire sui disturbi psichiatrici associati, collaborare e fornire sostegno ed informazioni ai familiari, aumentare la fiducia nelle proprie risorse e prevenire le ricadute.

Se ti riconosci con quanto letto, contattami. Insieme è più facile!

Email: info@stefaniaflagiello.it

Telefono: 393 4172939

Skype: stefania.flagiello2 (Si effettuano sedute su Skype)

Per concludere, condivido l’opuscolo divulgativo realizzato dal gruppo di lavoro sui disturbi alimentari dell’Ordine Psicologi Marche. L’elaborato ha l’obiettivo di fornire brevi indicazioni ed immagini che sollecitano la conoscenza razionale ed emotiva dei disturbi alimentari.

 

Fonti:

www.disturbialimentarionline.it

www.salute.gov.it

www.issalute.it

www.coloriamocidililla.wordpress.co

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iscrizione n. 1946 del 21/10/2009

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