In questi mesi, sempre più frequentemente, si parla di consulenza psicologica a distanza e psicoterapia online. Gli attuali strumenti e dispositivi elettronici permettono di avviare o proseguire una terapia a distanza. Questa modalità di relazione terapeutica, attraverso l’ausilio di mezzi di comunicazione e di sistemi di videochiamata come skype e whatsapp, non è recente ma oggi è molto diffusa.
L’approvazione da parte dell’Ordine degli Psicologi di linee guida (2017) che consentono a psicologi e psicoterapeuti di prendere in carico un paziente e seguirlo attraverso sedute di psicoterapia online e a distanza è un importante passo avanti che equipara la situazione italiana a quella del resto dell’Europa e degli Stati Uniti, dove questa forma di prestazione psicologica era già regolamentata e in uso.

Le sedute di psicoterapia condotte a distanza devono rispettare le norme deontologiche che regolamentano e disciplinano l’esercizio della professione e servono a tutelare i pazienti: è necessario che il consenso informato sottoposto al paziente chiarisca esattamente le modalità attraverso le quali si lavorerà in terapia. Inoltre, le clausole sul trattamento dei dati sensibili e la riservatezza (o privacy) devono specificare che da entrambe le parti non ci saranno altre persone non visibili all’interno della stanza e che la seduta di terapia non verrà registrata.

Le situazioni in cui l’intervento online può risultare indicato sono differenti: pazienti che si trasferiscono a molta distanza non potrebbero incontrare il proprio terapeuta nello studio, così come pazienti che si allontanano temporaneamente dalla città di origine, come ad esempio studenti universitari o lavoratori, non potrebbero seguire regolarmente la terapia attraverso le sedute in presenza. Anche italiani che vivono o lavorano all’estero potrebbero aver necessità di una terapia con terapeuti madrelingua. La terapia a distanza è particolarmente indicata anche per quei pazienti che presentano patologie tali da non poter uscire o addirittura lasciare il proprio letto; infine, chi ha paura di essere stigmatizzato nella richiesta di intervento psicologico potrebbe provare meno vergogna nel chiedere aiuto in rete (Mitchell & Murphy, 1998 citati in Rochlen, Zach & Speyer, 2004).

La psicoterapia online è abbastanza semplice e fruibile: la disponibilità di piattaforme gratuite , una connessione internet stabile cuffie in grado di isolare la conversazione sono gli elementi che consentono di avere un setting terapeutico.
Poi basta prendere appuntamento, vedersi in quel giorno ed orario concordato e fare la terapia. La conduzione della seduta online è molto simile a quella in presenza, anche se ci possono essere dei dubbi o domande:

  1. È un modo più “freddo” di fare una seduta: il rapporto online non è distaccato o freddo, anzi alcuni lo preferiscono. Può essere percepito come meno caldo perché la presenza fisica favorisce vicinanza, anche se non c’è contatto fisico. Attenzione però a confondere la distanza con la mancanza di empatia: essere in posti diversi non preclude la capacità di attenzione e comprensione emotiva per il paziente.
  2. Il comportamento non verbale non è visibile online: le emozioni provate sono osservabili attraverso il volto, che esprime più delle altre parti del corpo, e dalla voce (tono, ritmo e velocità ), entrambi ‘visibili’ online. Inoltre, molti psicologi hanno la scrivania tra loro e la persona e questo non permette di osservare la parte inferiore del corpo. Dunque cambia poco, da questo punto di vista: il comportamento non verbale è utile ma non necessario, si può fare psicoterapia e funziona. Èinvece importante assicurarsi che il viso sia ben illuminato, che la connessione internet sia efficiente e che il terapeuta sia più attento.
  3. È invece necessario fare la prima seduta di persona? L’aumento delle ricerche sulla psicoterapia via web ha dimostrato che non è necessario un primo colloquio di persona. È a discrezione del terapeuta e del paziente valutare come procedere, è una questione di preferenze dove vedersi per fare terapia.
  4. È efficace? Gli studi scientifici e la pratica clinica dimostrano l’efficacia della terapia online. Naturalmente il trattamento via web richiede una seduta che deve fare a meno di una serie di metodi e permette l’utilizzo parziale dei modelli “classici”. Il terapeuta utilizzerà strategie alternative e tecniche per stimolare il proprio paziente, orientandosi verso una terapia in cui la parola diviene centrale.
  5. Quando bisogna evitare la terapia online? Se non piace questa terapia per ragioni come la lontananza fisica, il disagio davanti allo schermo, la poca familiarità con i dispositivi, è chiaro che non è necessario farla! Se invece si è indecisi, si può provare e poi valutare se proseguire. La distanza potrebbe essere un limite in specifici casi in cui è fondamentale conoscere ed avere contatto con il territorio del paziente: ad esempio nel caso di presa in carico di adolescenti potrebbe essere indispensabile, durante la terapia, poter fare colloqui con gli insegnanti. Ancora, nel caso di pazienti con gravi disturbi, potrebbe essere imprescindibile il contatto diretto con i familiari o enti e specialisti di riferimento. In queste situazioni, la modalità online potrebbe essere una soluzione non ottimale. Questo ci indica che il problema non è la terapia online, ma è indubbiamente necessaria un’attenta valutazione dell’adeguatezza di questo strumento, in base alle problematiche e alle richieste di cura del paziente.

Fonti:
lafenicepsicologia.it/psicoterapia-online-distanza-funziona/

lostudiodellopsicologo.it/psicologia/psicoterapia-online-efficace/

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